La digitalizzazione delle imprese passa più dalla tecnologia.. o più dalla creatività?

La creatività è un valore aggiunto al business?

Partiamo da un premessa: che cosa intendiamo per digitalizzazione? Quando un’ impresa si digitalizza? Una volta era uso impiegare questo termine quando venivano adottati i primi Mac e le email. Nel 2017, la prima idea che ci balena nella mente, quando parliamo di digitalizzazione, risulta ancora legata all’ “aggiornamento tecnologico” (il cosiddetto upgrade tecnologico, per gli inglesisti), ma se vogliamo dare un’ impronta maggiormente aziendale, allora occorre considerare come il processo di digitalizzazione influenzi

  • il modello di business stesso;
  • la produzione stessa;
  • la distribuzione;
  • l’attività stessa;
  • la comunicazione della stessa.

Rimanendo nel merito di quest’ultima, che è il campo in cui Barillari Digital può intervenire, che cosa si potrebbe dire? Innanzitutto, il processo di digitalizzazione della comunicazione apre a una serie di nuove possibilità, dal raggiungere nuovi possibili clienti al farli interagire con voi. Non è propriamente una novità, anche le piccole realtà hanno realizzato l’importanza di avere una vetrina sul web e stanno muovendosi verso la direzione della digitalizzazione in toto.

La digitalizzazione di un’ impresa grande, media o piccola prevede un sito web che sia parte di una strategia più ampia. Le tipologie a cui assistiamo oggi possono suddividersi in:

  • siti web semplici ma chiari;
  • siti web complessi ma chiari;
  • siti web complessi e per niente chiari;
  • siti web semplici ma per niente chiari;

se poi vogliamo dare un’ altra interpretazione, possiamo creare le sottocategorie di:

  • siti web complessi tecnicamente ma poco creativi, e il loro giusto opposto;
  • siti web semplici tecnicamente e poco creativi, e il loro giusto opposto;
  • siti web standardizzati dalle società che offrono agli utenti la possibilità di crearne;

Tralasciando per il momento che un buon sito web debba avere informazioni facilmente reperibili, vorrei porre l’accento sulla questione “tecnica e creativa”. Il confine della tecnologia termina laddove inizia quello della creatività. Quest’ultima può intervenire in diversi settori di un piano marketing. Per semplificarla, la creatività in un sito web è quel quid che fa sì che una stessa informazione possa essere mostrata in maniera differente, piacevole, accomodante, rispetto a quello che prevedrebbe una visione standardizzata. La creatività non è scientifica, in quanto non è misurabile, però interviene in un processo scientifico (per la precisione economico-gestionale nel caso di un piano marketing, e ingegneristico nel caso della realizzazione di un sito web). Non essendo misurabile, non può essere standardizzata, bensì può produrre molteplici soluzioni. La creatività si sposa con la semplicità di fruizione o comunque con il comportamento del fruitore di siti web (quanto tempo trascorre in un sito, dopo quanto “si stanca”, perché si stanca, ecc.), ma non va confusa con l’abuso di artifici che appesantiscono il tutto.

L’ idea innovativa si sposa col business di un’ impresa, la quale non può rendersi competitiva senza provare ad avere qualcosa in più dell’altro concorrente. Allo stesso modo, l’idea interviene anche nella realizzazione del sito web, che è parte di un processo di marketing. Non a caso la creatività nel web è studiata da due discipline importanti per questo lavoro, ossia la comunicazione visiva e l’ interaction design, che si occupano (detto in modo semplicistico) di comprendere che cosa colpisce di più la nostra attenzione in un sito, e in che modo vorremo interagirvi.

La creatività è più o meno importante della tecnica? Che cosa cosa conta maggiormente in un processo di digitalizzazione? La prima, la seconda, o entrambe in egual misura? Forse sono giuste tutte quante le risposte, o forse potrebbe essere ancora una volta la creatività a orientare il nostro pensiero.

“La creatività è contagiosa. Trasmettila.” Albert Einstein